New review of Mycale on Musica Jazz, the first Italian Jazz Magazine:
L’esplorazione musicale di John Zorn nei meandri più oscuri ed esoterici dell’Ebraismo, attraverso The Book of Angels, l’opera dedicata ai 111 angeli caduti e ispirata al misticismo Merkavah, incontra la purezza timbrica della pratica a cappella del quartetto vocale Mycale. La formazione, che prende il nome da una storica battaglia combattuta tra greci e persiani, è composta da quattro cantanti unite dalla loro poderosa capacità espressiva e dalla cangiante attitudine creativa. Il rapimento estatico prodotto dalle loro inflessioni madide di lussuria emozionale è di rara bellezza. Il flusso sonoro generato dalle loro voci disegna paesaggi d’incanto, il respiro dei canti Mizrachi, il cromatismo iridescente della tradizione sefardita, attraversando l’antico patrimonio berbero e gnawa per poi incontrare la repentina alternanza ritmica del jazz. I testi delle composizioni sono in lingua ebraica, yiddish, ladino, francese, spagnolo ed arabo e sono tratti da componimenti del poeta persiano Rumi, dalla Bibbia ebraica (Tanàkh) e da scritti del portoghese Fernando Pessoa. Uno dei lavori più suggestivi prodotti dalla Tzadik.
Daniele Camerlengo
Febbraio 2011